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L'odore
di resina e muschio è lo stesso da più di 300 anni. I gruppi sacri
escono dalla Chiesa di San Giuliano e s'allineano sul sagrato. È
primavera ed anche l'aria frizzante della vetta contribuisce a rendere
l'atmosfera del Venerdì Santo densa d'una spiritualità unica e
commovente.
La Processione si dipana fra gli stretti vicoli del borgo medievale. Qui
il tempo s'è fermato e nella Passione della Via Crucis rivivono luoghi,
storie, emozioni che fanno orgogliosi i veri Ericini.
Non ci sono fasti e rumori, qui tutto si svolge in silenzio. Solo i
tamburi che annunciano il passaggio di sette piccoli Gruppi Statuari
portati a spalla. S'aprono le finestre, i fedeli s'affacciano, chi
assiste dal basso si stringe alle pareti e si segna piamente.
La cera brucia e le torce colorano il tramonto di densa suggestione.
Sulle “forcine” una tremula sosta per riprendere fiato prima di salire
ancora con passo pesante. Ecco, sta passando l'Addolorata, il manto
nero, gli occhi socchiusi, le mani che stringono un cuore trafitto ed
insieme accolgono il dolore dei fedeli tramutandolo in speranza e
devozione.
Il Venerdì Santo di Erice, un momento mistico, vissuto con semplicità ed
umiltà Cristiana sui ciottoli millenari umidi di condensa ed oggi anche
di lacrime.
I MISTERI DOLOROSI
L'origine della sacra rappresentazione dei
Misteri di Erice, coincide, storicamente, con l'inizio del periodo della
dominazione spagnola nell'isola, intorno al 1400, quando personaggi
viventi, il Venerdì Santo, rappresentavano la via crucis (Legati alla
consuetudine delle rappresentazioni sacre embrione del moderno teatro).
Nel 1451, venne costituita la Confraternita della Disciplina, che diede
vita alla consuetudine di aprire la processione con i ‘‘vattenti’’, i
quali in abito da penitenza, si colpivano sulle spalle mortificandosi e
flagellandosi a sangue.
In seguito alle direttive del Concilio di Trento, nella metà del 1500,
gli ‘‘attori’’ smisero di recitare per dare origine a dei Misteri
Viventi, cioè delle scene fisse interpretate da personaggi che
rimanevano praticamente immobili e muti per tutta la processione.
Questo cambiamento fu così radicale da dare il nome alla processione del
Venerdì Santo che si chiàmò appunto Processione dei Misteri. Verso la
fine del 700 i Misteri con personaggi viventi vennero sostituiti con
gruppi statuari realizzati da artigiani locali.
E sono proprio quelle statue, raffiguranti la Passione di Cristo, che
sfilano, da secoli, lungo le vie del centro storico. La Confraternita
della Disciplina, il cui fine specifico era quello ‘‘ di ricordare e
celebrare la Passione di Cristo ed il Dolore della Madre’’, sin dal 1451
trovò sede nella Chiesa di Sant’Orsola. Qui, dalla realizzazione, e fino
al 2004, i gruppi statuari erano custoditi, rendendo molto suggestiva
l’uscita e l’ingresso dei Misteri in prossimità delle antiche mura
puniche, illuminate da fiaccole ardenti.
I gruppi Statuari, recentemente
restaurati, nel 2005 sono stati trasportati ed esposti nelle più
importanti chiese dell'agro Ericino passando da San Vito, Custonaci e
Valderice per poi far ritorno alla Vetta. Per un cedimento strutturale,
La Chiesa di Sant’Orsola è attualmente inagibile, per questo motivo, nel
2005 i gruppi sono stati ospitati nella Chiesa di San Martino.
Quest’anno, grazie al recente restauro della Chiesa di San Giuliano, i
gruppi hanno trovato una nuova dimora, ed è dalla Chiesa di San Giuliano
pertanto che inizierà e terminerà la Processione dei Misteri 2006.
Il
programma della processione prevede l’uscita dalla chiesa di San
Giuliano alle 14.30, cinque soste di riunione e preghiera
rispettivamente:
1°) Sulla scalinata del Balio,
2°) Piazza Matrice,
3°)
Piazza Carmine,
4°) Piazza Umberto,
5°) Chiesa S.Martino.
Il rientro dei
Misteri nella Chiesa di San Giuliano alle ore 20.00 sarà seguito dalla
celebrazione della funzione religiosa. I gruppi rimarranno poi in
esposizione permanente nella chiesa di San Giuliano. |