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XVI Gruppo La ferita al Costato (Autore: Francesco e Domenico Nolfo Ceto: Pittori e Decoratori - C.Console: F. Gramignano)
 
Ferita al costato
secondo Giovanni
(Gv 19,31-37)

Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

L'ultimo respiro
Aureola di Gesù realizzata
da Platimiro Fiorenza

Maria, Giovanni e Maria Maddalena lo sentono, Gesù è morto. Il loro dolore, ai piedi della Croce è profondo, ma ad esso s'aggiunge l'angoscia, devono assistere inermi ad un gesto di crudeltà immane: un centurione trafigge il corpo di Cristo al costato con una lancia.
Questo Sacro Gruppo, anticamente chiamato “La Crocifissione”, con atto rogato dal notaio Melchiorre Castiglione il 27 aprile 1620, fu dato in consegna alle cure dei “funai” (ars cordareorum) ed ai canapai, attività fiorente in una città marinara come Trapani. La crisi del settore, dovuta al continuo progresso tecnologico però, causò la quasi totale scomparsa di questa categoria che di fatto, obbligò nel 1966 il passaggio del cosiddetto “mistere cannavara” alle cure dei “pittori e decoratori”.
Questi, non appena subentrati provvidero ad un consistente rifacimento degli ornamenti argentei del Mistero.
La creazione di questo gruppo scultoreo ha origini abbastanza controverse. Non si conosce il nome dell'autore originale, si sa però che, nel 1771 esso venne ricostruito.
Se in origine si pensava che la paternità dell'opera dovesse essere attribuita a Francesco e Domenico Nolfo, alcuni studi più recenti ed accurati hanno individuato in Mario Ciotta o Andrea Tipa i nomi degli autori.
Si tratta della raffigurazione di uno dei momenti più tristi dell'intera Via Crucis.
Dal corpo esanime di Gesù continua a trapelare una pacata sofferenza, la morte ha prevalso sul dolore ed il capo reclinato di Cristo sembra voler rasserenare i suoi cari ai piedi della Croce.
La pace però, non trova spazio nei volti della Madonna e di Giovanni. Anche se i loro occhi sono rivolti in alto, verso quel corpo che ormai ha smesso di vivere, sanno che un altro momento di grande empietà sta per arrivare.
La Maddalena, inginocchiata ai piedi della Croce, rivolge lo sguardo con angoscia al centurione romano. Il soldato, trafiggerà Gesù per costatarne la morte, ma non ha il coraggio di guardarlo, i suoi occhi sono bassi e densi di vergogna quasi invocassero perdono.
Anche questo Mistero non passò incolume dai bombardamenti del 1943 e rimase profondamente danneggiato.
Ci pensò il bravo Giuseppe Cafiero a restaurarlo con magistrale perizia. Nel 1947, curate le “ferite” della guerra, “La Ferita al Costato” potè tornare in Processione. Questo, fra i venti Misteri, è l’unico che ritrae il Cristo crocifisso, che però, al costato, non presenta ferita alcuna.
La maggior parte delle decorazioni argentee è di recente fattura. Fra queste spicca la targa posta in alto sulla Croce recante la scritta INRI ed una pregevolissima cornice a sbalzo.
Due anelli in lamina d'argento formano le rispettive aureole dell'Apostolo Giovanni e di Maria Maddalena, mentre di fattura più elaborata a raggiera sono le aureole di Gesù e di Maria.
Sul capo di Gesù un'altra corona di spine formata da tre fili intrecciati mentre sul capo del soldato il solito pennacchio posto insieme alla criniera d'argento sopra l'elmo. Di notevole fattura anche l'asta nelle mani del centurione.

 
Edizione Conforti s.r.l. - Corso Italia 73 Trapani Tel. 0923 546433 E-Mail: posta@confortisrl.it
Supplemento editoriale della testata Radio Tele Hobby (Reg. Trib. Tp - Marzo 1977)